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LA VALENZA STRATEGICA
Il Mezzogiorno dell’Italia dovrebbe, per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, risultare “miracolato” :
1°) da un improbabile rilancio delle condizioni economiche e sociali dell’area interessata;
2°) da una contemporanea e successiva riduzione del deficit infrastrutturale che colpisce da sempre e costantemente il Mezzogiorno.
Il Ponte dicono, dovrebbe attivare un’integrazione tra le diverse modalità di trasporto così da soddisfare la domanda di un crescente bisogno di un più efficiente collegamento tra il continente e la Sicilia: subito allora chiediamoci come è stato documentato questo bisogno crescente, se invece le recenti statistiche sul traffico lo definiscono attualmente in diminuzione.
La riduzione del traffico rotabile che si va materializzando infatti con i sistemi economici di disincentivazione promossi dalla stessa Comunità Europea (vedi autostrade del mare per le merci e la costruzione degli aerei supercargo ) contribuirà negli anni futuri a render sempre più oggettiva l’inutilità del manufatto .
Il completamento degli assi autostradali Salerno-Reggio Calabria e della Palermo Messina dovrebbero essere finalmente, dopo ritardi di decenni, una realtà più volte promessa, e se fossero stati effettivamente realizzati quando furono progettati, oggi avrebbero effettivamente assolto alla funzione di progresso e sviluppo delle regioni interessate: gli incidenti stradali, gli estenuanti ritardi nelle comunicazioni interne regionali delle persone e degli affari economici, le difficoltà dei tempi trascorsi nel far viaggiare le merci (vedi il caso degli agrumi siciliani quando anche appena 10 anni addietro costituivano una effettiva prelibatezza esclusiva nazionale e siciliana ed invece i produttori dovevano elemosinare i carri merci oggi non più richiesti) sono stati malanni sopportati per decenni con rassegnazione ciclica generazionale .
Pertanto così come non si può oggi impunemente affermare che il Ponte dovrà costituire l’elemento trainante per il completamento del sistema dei trasporti meridionale, di contro non si può fanciullescamente credere che l’Alta Velocità arriverà prima del Ponte a Reggio Calabria e che l’Alta Capacità potrebbe rappresentare l’arrivo dei treni tipo Eurostar in Sicilia, quando oggi la rete ferroviaria siciliana può garantire appena il passaggio dei treni Minuetto che sono stati recentemente venduti come il non plus ultra dei mezzi ferrati possibili circolanti nella regione e cosa da non credere, udite udite per la prima volta ……..immessi in servizio nella regione nuovi di zecca.
Fare appello alle decisioni sofferte: sia a quella del 5 dicembre 2003 del Consiglio dei Ministri Europei dei Trasporti, sia a quella successiva del Consiglio europeo dei Capi di Stato, non certamente si possono considerare un onesto vantaggio, se si fa riferimento ai ricatti pan europei che li hanno preceduti e che costituiranno una mina a scoppio ritardato: la coesione economica e sociale europea è certamente un evenienza auspicabile ed indispensabile sotto tutti gli aspetti, ma non si potrà dire che si realizzerà solo se esisterà il Ponte sullo Stretto di Messina.
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